La nuova chiesa - Parrocchia Cattolica di S. Giovanni Evangelista

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VIA LIBERA  AL MUTUO PER LA CHIESA

La chiesa di San Giovanni Evangelista può essere terminata.
All'unanimità, il giorno 13 Maggio 2010 il Consiglio comunale ha dato il via libera alla copertura del mutuo che consentirà di completare la parrocchia di Pitz'e Serra, eterna incompiuta.
L'operazione è di circa un milione e trecentomila euro, che l'amministrazione di via Porcu s'impegna a saldare nei prossimi quindici anni. A questa cifra devono essere aggiunti altri seicentomila euro, tra interessi e spese varie, che in un primo momento non erano stati calcolati: per questo motivo l'assemblea civica di via Porcu, che già si era espressa favorevolmente il mese scorso, è stata richiamata a pronunciarsi.
Non sono mancate le defezioni, durante il voto: il consigliere del gruppo misto Ugo Scarpa è uscito dall'aula contestando la presentazione di questo provvedimento in piena campagna elettorale. Banchi vuoti tra le fila del centrosinistra, dove spiccavano le assenze dei Comunisti italiani e di Rifondazione comunista. «Si potevano trovare altre soluzioni», spiega il capogruppo del Prc Giuseppe Stocchino, «ma spettavano alla Curia, non al Comune».
Determinante è stato il voto favorevole dell'opposizione che, nell'ultimo scorcio di questa legislatura, è divenuta maggioritaria nell'assemblea civica di via Porcu. «Questa vicenda», contesta in una nota il candidato sindaco del centrodestra, Mauro Contini, «è l'ennesimo esempio, fortunatamente l'ultimo, dell'insipienza amministrativa e programmatica del centrosinistra».
La maggioranza, invece, rivendica l'obiettivo raggiunto. «I cittadini di Pitz'e Serra hanno diritto a un luogo di culto adeguato», ha commentato il sindaco Gigi Ruggeri, «ma è anche nell'interesse dell'amministrazione comunale vedere completato un tassello importante del tessuto urbano, che da troppo tempo era in stato d'abbandono» rivendicando l'obiettivo raggiunto.


UNA CHIESA DA COSTRUIRE

Il primo passo da parte dell'amministrazione fu certamente tempestivo. Dopo la richiesta ufficiale inoltrata da Mons. Canestri, il consiglio comunale nella seduta del 16-12-1987, con delibera n° 215, decide di destinare alla costruzione della nuova chiesa un lotto di terreno di 27.325 mq. Pochi mesi dopo, il 7-3-1988, con delibera n° 468, l'amministrazione comunale bandisce un concorso pubblico di idee per la progettazione della nuova chiesa. Nel novembre del 1988 si riunisce la commissione giudicatrice che non designa un progetto vincitore ma ne segnala tre come più idonei, opportunamente rielaborati, a soddisfare i requisiti richiesti dal concorso. Successivamente, i progetti vengono sottoposti al giudizio popolare durante la mostra nei locali parrocchiali dal 20 maggio al 18 giugno 1989.
Da questo referendum popolare viene chiara l'indicazione di considerare come più adatto alle funzioni liturgiche a cui é chiamato l'edificio contraddistinto dal motto "La città é memoria" realizzato dall'ing. Fenu e dagli Arch. Cassano e Conte. Un apprezzamento che é condiviso anche dall' Arcivescovo Mons. Alberti, dall'Ausiliario Mons. Pillolla e dall'Ufficio tecnico diocesano. E siamo così giunti all'approvazione del progetto di costruzione della nuova chiesa ufficializzato dal consiglio comunale il 12-7-1990 con delibera n° 205. Successivamente la Regione Sarda con delibera del 4 settembre del 1991, in base alla legge regionale n° 13 del 30 aprile 1991, stanzia 700 milioni a favore della costruzione della chiesa di S. Giovanni Evangelista.


LA PRIMA PIETRA

L'anno successivo, nella speranza di un iter burocratico celere, si arriva alla cerimonia della posa della prima pietra.
Siamo ormai giunti al pomeriggio del 3 maggio del 1992 quando durante una solenne concelebrazione nell'area destinata a accogliere la nuova costruzione, alla presenza del Sindaco on. G. Berretta, degli assessori del comune, del governo italiano presso la Regione della Sardegna, del Generale P. Angioni, dell'Arcivescovo Mons. O. P. Alberti, dei parroci delle diverse comunità di Quartu e di molti altri sacerdoti, si svolse la cerimonia della posa della prima pietra con la quale ci si auspicava di vedere presto realizzato il progetto.
Nell'area ormai recintata della nuova parrocchia, i tempi per i passaggio della prima pietra ideale alla seconda pietra reale si allungano notevolmente. Difficoltà di ordine tecnico burocratico rallentano sensibilmente le procedure che dovrebbero consentire di iniziare concretamente i lavori. Dovranno trascorrere ben quattro anni e mezzo prima che il 26 ottobre del 1996 si inizi il primo passo dei lavori. In questo giorno, dopo una lunga attesa, si inizia finalmente l'opera di scavo per la costruzione delle fondamenta e della cripta. La speranza é di  poter avere almeno la cripta ultimata nel corso del 1997, così da poter prendere possesso almeno di una parte della nuova realtà. Significa fare del luogo materiale un punto di partenza e un trampolino ideale per far crescere il quartiere ed edificare sempre meglio la comunità.
La parrocchia, voluta con  lungimiranza da Mons. Canestri, non solo é cresciuta nelle sue attività ma ha visto crescere sempre più attorno a sé l'intero quartiere. Dopo una fase di stasi, dal 1986 hanno cominciato a riaprire in numero crescente i cantieri delle case in costruzione. Nuove realtà abitative, nuove strade e nuovi problemi urbanistici ma, soprattutto, un quartiere sempre in crescita che nasce in un territorio completamente nuovo e che tenta di di trovare una sua forma architettonica e una dimensione umana, alle prese con le difficoltà nascenti dalla ancora precaria situazione dei servizi. Molti dei residenti, vecchi o appena giunti, provengono da altri comuni. Particolarmente forte la presenza di coppie giovani provenienti da Cagliari e che con la loro vecchia città di origine mantengono legami affettivi e pratici molto accentuati.
In tantissimi, oltretutto, percorrono le strade di accesso al capoluogo per recarsi quotidianamente al lavoro, dovendo risolvere problemi complessi legati alla gestione della famiglia: asili e scuole per i figli ecc. In questa particolarissima situazione, che fa di Quartu una città in controtendenza nazionale  in virtù di un elevato incremento demografico, diventa più delicato e complesso il ruolo della comunità parrocchiale. In parte lo sviluppo urbanistico ha attutito i disagi dei primi abitanti, alle prese con la difficoltà anche di reperire esercizi commerciali adeguati a tutte le necessità. Le scuole, di recente edificazione, sono in già in crisi per via del numero sempre crescente di scolari. Gli spazi di aggregazione giovanile e non sono quasi del tutto latitanti e sono certamente inferiori alle esigenze.
Anche quelli dedicati al verde pubblico, nonostante la recente costruzione del Parco di Pitz'e Serra e Via Germania, non sembrano adeguati e proporzionati ai tanti metri cubi di cemento edificati e in corso di edificazione. Possiamo già prevedere che nei prossimi anni ci saranno in quartiere diverse centinaia di giovani fra i 16 e i 28 anni. Un altro elemento che deve far riflettere é dato dal crescente numero di coppie senza figli o di nuclei composti da una sola persona. Più avanti con gli anni essi saranno un'occasione di più per testimoniare la vitalità cristiana della comunità parrocchiale che dovrà farsi carico anche delle solitudini ed emarginazioni che ciò potrebbe suscitare. I locali diventano così occasione di crescita umana per il quartiere e di formazione ed edificazione della chiesa viva, come chiedeva l'Arcivescovo.

 

In costruzione

 

Novembre 2001

 

Agosto 2003

 

Agosto 2006

 

Ottobre 2010

 

Gennaio 2011

 

Agosto 2013


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