grande cagliari          26 marzo 2005

Don Falchi vince la guerra con il Comune
400mila euro per finire la "sua" chiesa

La decisione del commissario prefettizio di Quartu
dopo le polemiche e il ricorso al Tar dell'anno scorso

QUESTA VOLTA NO:  non ci saranno nè crociate, o maledizioni, contro il Comune. Né, come l' anno scorso, polemiche tra parrocchie e ricorsi al Tar: la chiesa di San Giovanni Evangelista a Pitz'e Serra, per il 2005 avrà quasi quattrocentomila euro dai fondi che il Comune deve girare ogni anno (legge Bucalossi) all'edilizia per i luoghii di culto. Lo ha deciso il commissario prefettizio con una delibera. Smentendo, in qualche modo, quello che aveva deciso nel 2004, la giunta Galantuomo. Quest'anno la ripartizione dei finanziamenti, non sarà una vera ripartizione: quasi tutto andrà alla parrocchia di don Falchi. Primo perchè c'é una raccomandazione particolare, quella della Curia. Secondo perché le altre parrocchie di Quartu sono d'accordo: la chiesa cantiere di Pitz'e Serra deve essere terminata il più presto possibile.

La battaglia

Tutto finisce bene, dunque, ma nel 2004 era stata una battaglia: don Gianfranco Falchi, il parroco di San Giovanni Evangelista, contro tutti. Ma soprattutto contro il Comune. Secondo don Falchi, Infatti, il palazzo di via Porcu, nel 2004, non aveva distribuito nel modo più giusto, eseguendo le indicazioni della Curia, i fondi destinati dalla legge regionale all'edilizia per i luoghi di culto. Di qui il ricorso al tribunale amministrativo. La tesi sostenuta da don Gianfranco era sempre la stessa: il Comune avrebbe dovuto assegnare i finanziamenti a chi aveva presentato regolare richiesta nei tempi e nei modi dovuti. E non, come aveva fatto, suddividere i fondi in pard più o meno uguali. Tra le speranze del parroco e i soldi ottenuti l'anno scorso c'era una bella differenza: don Falchi chiedeva oltre 697 mila euro per rifare la chiesa. Sul conto della parrocchia, invece, si è visto accreditare poco più di 70 mila euro. San Giovanni Evangelista, per la verità, aveva raccolto più di tutti (alla parrocchia di Sant'Elena sono andati cinquantamila euro mentre tutti gli altri si sono dovuti accontentare di trentamila euro), ma secondo il parroco quei soldi erano troppo pochi per mettere a posto una chiesa che sta cadendo a pezzi ancor prima di essere inaugurata. Il caso era arrivato anche in Consiglio comunale: don Gianfranco aveva mandato una lettera ai gruppi consiliari per spiegare perché era tanto arrabbiato.

L'intervento della Curia

«La Curia arcivescovile- diceva la comunicazione- unica autorità cui spetta per legge l'indicazione della ripartizione delle somme, ha indicato in una lettera esclusiva e urgente priorità alla destinazione alla parrocchia di San Giovanni Evangelista dei fondi della legge regionale sugli edifici di culto sino al raggiungimento di un importo pari a 697.216,81 euro». E don Falchi, in quella lettera, non aveva assolto proprio nessuno: «Denuncerò sindaco e giunta per falso in atto pubblico, abuso di potere e omissioni d'atto d'ufficio». Un prete tutto Vangelo e codice penale.