Pitz'e Serra. Respinto il ricorso contro il sindaco
Contributi, no del Tar al prete pigliatutto

Il  Tar boccia il prete piglia-tutto. Don Gianfranco Falchi, parroco di San Giovanni Evangelista a Pitz'e Serra, aveva presentato un ricorso al Tar contro il sindaco Davide Galantuomo e la sua giunta per veder riconosciuto alla sua chiesa l'intero finanziamento che, per legge, spetta all'edilizia per il culto ed altri servizi religiosi. Una cifra che si aggirava per quest'anno intorno ai 275 mila euro, il 10 per cento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. A luglio la giunta aveva diviso i contributi tra lo sette parrocchie quartesi. 
Alla chiesa di Pitz'e Serra, con 75 mila euro, era andata una quota maggiore rispetto alle altre.
Seguivano poi Sant'Elena con 50 mila euro, 30 mila euro per ciascuna delle altre parrocchie di Sant'Antonio, Sacro Cuore, Santo Stefano, Santa Maria degli Angeli e San Luca. Ma l'unico ad aver espressamente fatto richiesta era stato don Falchi.

Da 11 anni va avanti il cantiere: dell'imponente chiesa che sta sorgendo a Pitz'e Serra. Un edificio con quattro cappelle ai lati e colonne alte 16 metri Alcuni mesi fa i lavori avevano subito una brusca frenata per un incendio che aveva distrutto una delle 4 cupole disposte agli angoli. Come unico richiedente, don Falchi aveva iniziato un braccio di ferro con il Comune scrivendo anche una dura lettera contro il sindaco, inviata anche al prefetto e all'assessorato regionale ai Lavori pubblici e per conoscenza agli assessori comunali, ai capigruppo e addirittura ai coordinatori nazionali e regionali di Forza Italia, partito da cui proviene Galantuomo. Nella lettera, il religioso citava una comunicazione m' del vicario della Forania di Quartu, monsignor Antonio Porcu, su un accordo tra tutti i parroci per devolvere l'importo di quest'anno interamente alla chiesa di Pitz'e Serra.

Di diverso avviso il sindaco Davide Galantuomo, che ha difeso l'autonomia della giunta nel decidere la suddivisione dei fondi tra le varie parrocchie.

Nella delibera incriminata c'č anche un riferimento a delle note degli altri parroci dove verrebbero richiesti finanziamenti per far fronte ai problemi di ogni chiesa. Il 21 novembre don Falchi ha presentato ricorso al Tar e il 22 dicembre il tribunale amministrativo l'ha ritenuto inammissibile. Motivo: il ricorso e stato notificato soltanto al Comune e non agli altri parroci che devono essere considerati come controinteressati. Ma il Comune, rappresentato dagli avvocati Nicoletta Ornano e Carlo Augusto Melis, pur costituendosi in giudizio, non ha svolto alcuna ulteriore attivitā difensoriale e quindi il Tar ha stabilito di suddividere le spose processuali tra parroco o Comune.