Parrocchiani in lista d'attesa

La Regione bacchetta il Comune

Ancora circondato da transenne il tempio dedicato a San Giovanni. Da dodici anni in costruzione attende altri finanziamenti

 La Regione chiede chiarezza al Comune sulla ripartizione del 275 mila euro tra le parrocchie quartesi ma anche sulla penalizzazione di San Giovanni Evangelista, la chiesa di Pitz’e serra ancora in costruzione. Le delibere del Comune sulla ripartizione della somme per gli edifici di culto", scrive l'assessorato regionale al Lavori pubblici all'amministrazione comunale e alla Prefettura. «mostrano una palese carenza di dati, invece indispensabili per una corretta valutazione della legittimità e regolarità della ripartizione programmata». San Giovanni e una chiesa che attende dì essere completata da più di dodici anni e che riponeva le speranze su tutti i 275 mila euro, pari al 10 per cento proventi delle opere di urbanizzazio, anche grazie ad un accordo tra i parroci quartesi pronti a rinunciare alle somme per le loro parrocchie affinchè fosse conclusa quella di Pitz’e serra. Questo era stato stabilito anche dalla Forania quartese e lo chiedeva persino la Curia, ma la delibera della Giunta comunale invece, di-stribuì i soldi un po’ a tutte le sette chiese penalizzando, con l'assegnazione di soli 74 mila euro. quella di Pitz'e serra con 9 mila parrocchiani e bloccandone i lavori per mancanza di fondi. E’ nato così un ricorso al Tar, oggi in appello, e visti i tempi prolungati oggi persino l'impresa costruttrice chiede di poter disdire il contratto e vuole il risarcimento dallo stesso Comune, circa i soldi persi e le macchine tenute ferme in cantiere per mesi. senza poter lavorare.
Il parroco don Gianfranco Falchi che ha visto nascere la struttura d'origine in Via Olanda e ora assiste suo malgrado ,al fermo della nuova, interpellato circa la novità si dice soddisfatto per le risposte positive della Regione alla sua lettera di denuncia presentata nell'ottobre scorso.
«Ci avviciniamo alla verità e al poter dimostrare, come dichiarai sin dall'inizio, che il Comune non ha fatto le cose con chiarezza o seguendo i passaggi necessari. Tanto da accontentarsi di semplici note davanti alla realtà dì culto contro documenti globali presentati dalla chiesa di San Giovanni». Una chiarezza su cui ora anche la Regione chiede risposte, con tanto di documentazione allegate da fornire in tempi brevi e che sinora non sono mai state presentate. La Regione parla del fatto che i programmi adottati dal Consiglio comunale circa la ripartizione del proventi della Bucalossi per l'edilizia legata al culto, devono essere trasmessi entro 60 giorni dall'adozione al Comitato tecnico consultivo per l’edilizia di culto della Regione e «che il Comune invece non ha ancora fatto».