Fondi per le chiese, poca trasparenza

La Regione chiede chiarimenti sui criteri di ripartizione

"Ritengo che il polverone sollevato sia eccessivo e che avremo modo di chiarire l’intera vicenda nell'interesse di tutti”, minimizzava il sindaco Divide Galantuomo nell'ottobre 2003. I funzionari dell'assessorato regionale dei Lavori Pubblici da una parte devono aver ritenuto che il “polverone” non fosse così eccessivo, e dall'altra hanno preso in parola il sindaco, chiedendo loro per primi quei chiarimenti. La questione é quella relativa all'assegnazione del finanziamenti per gli edifici di culto (Legge Bucalossi). Nel luglio 2003 la giunta Galantuomo decise di distribuire salomonicamente i 275 mila euro disponibili tra tutte e sette le parrocchie cittadine. E questo nonostante l'unica a farne specifica richiesta come previsto dalla legge fosse stata la parrocchia di San Giovanni Evangelista di Pitz'e Serra, la cui chiesa o ormai in costruzione da dodici anni. La cosa non era andata affatto giù al parroco, don Gianfranco Falchi, il quale aveva ricordato a via Porcu che tra l'altro esisteva un accordo tra, le parrocchie quartesi per fare in modo che tutto il denaro disponibile fosse invece devoluto alla parrocchia di San Giovanni Evangelista. e alla sua chiesa. Non solo: la stessa Curia arcivescovile di Cagliari e la Forania quartese avevano indicato io quella parrocchia l'unica destinataria dei fondi per motivi di "priorità e opportunità". Non basta: parte dei finanziamenti sono stati concessi anche a una parrocchia ortodossa, ossia una confessione che non intratterrebbe alcun rapporto con lo Stato italiano e che per di più a Quartu sarebbe ospitata, in un edificio appartenente a un privato. L’amministrazione Galantuomo aveva però deciso di proseguire per la sua strada, suscitando le Ire di don Falchi, che arrivò a presentare ricordo al Tar.
Le denunce di don Falchi sono arrivate anche alla Regione, che per motivi di "chìarezza e trasparenza" chiede adesso al Comune di fornire tutte le delucidazioni del caso. "Dobbiamo venire incontro ai fedeli di tutte le parrocchie", si era difeso Galantuomo a suo tempo, sostenendo che la suddivisione dei fondi era stata fatta "secondo criteri di priorità e opportunità". La documentazione trasmessa sinora, lamenta tuttavia l'assessorato regionale, "se non dà la possibilità a quest'ufficio di valutare la fondatezza, o meno di quanto denunciato evidenzia comunque una palese carenza di dati e precisazioni indispensabili per una corretta e puntuale valutazione della legittimità della ripartizione programmata da codesto Comune".