La vicenda dei finanziamenti per le chiese coinvolge anche il Palazzo

 Guerre tra 'parrocchie' (politiche?)

 Quartu - Non é imminente, questo no. Ma nella diocesi (o più propriamente. archidiocesi) di Quartu tra non molto si potrebbe porre un problema, di successione. Il vicario della Forania quartese vale a dire “il gran capo”' delle parrocchie cittadine, Antonio Porcu. ha superato i 75 anni: l'età della pensione, per i sacerdoti. In effetti non esiste alcun vincolo di legge che imponga a un 'don' di ritirarsi superati i trequarti di secolo. Semplicemente. è 'consigliato'. D’altra parte, nonostante i vent'anni trascorsi a capo della parrocchia di Sant’Elena, pare che don Porcu non abbia la minima intenzione di metterai a riposo. Con gran scorno dei suoi possibili successori che saranno probabilmente costretti ad attendere ancora un po' prima di poter aspirare ad insediarsi nella basilica di Sant'Elena. A meno che...
Eh sì, perché un pensiero fastidioso don Porcu ce 1'ha. E non si tratta di una questione solo ecumenica. Se é vero che il problema dei monsignore quartese si identifica in buona misura con un suo collega in clergyman don Gianfranoo Falchi, per un curioso gioco di omonimie le preoccupazioni di don Porcu finiscono per transitare anche in via Porcu. Colpa probabilmente della poca distanza che separa la chiesa di Sant'Elena dal palazzo comunale.
Tutto ha avuto inizio l’estate scorsa, quando l'amministrazione comunale ha deciso in che modo suddividere i contributi comunali per le parrocchie cittadine. Duecento 75 mila euro (circa mezzo miliardo di lire) di finanziamenti che secondo Don Falchi. sarebbero dovutei andare per intero alla sua nuova chiesa - quella di San Giovanni Evangelista a Pitz'e Serra, in costruzione ormai da undici anni - e che invece il Comune ha deciso di 'spalmare' tra le sette parrocchie quartesi. don Falchi sosteneva che tra i parroci vi fosse un preciso accordo per devolvere l'intero importo dei finanziamenti alla sua chiesa. A sostegno della propria tesi aveva anche fatto riferimento a una comunicazione in tal senso firmata dal vicario nella Forania. Monsignor Porcu, per l'appunto. Il resto della vicenda é noto: per denunciare l'accaduto don Falchi spedì una lettera indignata al sindaco Davide Galantuomo, al prefetto. agli assessori comunali e quello regionale ai Lavori pubblici, nonché ai vertici nazionali e regionali di Fi (il partito del primo cittadino quartese). In ultimo, fece pure un ricorso al Tar. Pochi giorni fa quest'ultimo è stato respinto dai giudici amministrativi. Ma non per ragioni di merito, bensì per un banale vizio di forma.
Quello che ancora non si riesce a comprendere é da dove sia partito l'ordine di annullare l'accordo originario tra le parrocchie quartesi, quello che avrebbe dovuto far convergere tutti i fondi comunali su San Giovanni Evangelista. Secondo il sindaco Galantuomo, ripartendo i fondi tra le varie parrocchie la giunta avrebbe difeso la propria autonomia. Affermazione piuttosto incongrua, dal momento che le stesse parrocchie beneficiarle avrebbero preso accordi precisi. Per inciso, va anche detto che nulla obbligava i parroci a prendere quei soldi, e nel caso, avrebbero potuto comunque devolverli al loro confratello don Falchi Non é chiaro al proposito se in seno alla Forania, o all'interno della basilica di Sant'Elena, sia intervenuto un cambiamento d'opinione. E' noto che: da qualche tempo l'ammnistrazione quartese punta molto (anche in termini di contributi economici sulla festa di Sant'Elena, e questo lascerebbe supporre l’esistenza di un canale privilegiato tra il Palazzo è la Basilica. Parimenti è noto che tra le parrocchie quartesi le simpatie politiche non sono tutte omologate: alcune propendono fortemente per forza Italia, altre no. E si vocifera che tra quelle 'no' ci sia anche San Giovanni Evangelista. Potrebbe darsi che in seno alla giunta qualcuno abbia inteso difendere la propria parrocchia - in senso stretto e in senso più ampio - a scapito di altre? O che viceversa altre parrocchie abbiano esercitato una qualche pressione perché i famosi finanziamenti avessero altre destinazioni, diverse da Pitz'e Serra? Solo l'Onnipotente lo sa. Che però la questione abbia seri risvolti politici per il centrodestra o stato dimostrato dalla reazione di alcune componenti dì maggioranza, tra cui l'Udc, che si sono sentite in dovere di difendere le posizioni di don Falchi. Nel complesso, uno spiacevole guazzabuglio di dispetti e politica. e di scontri tra parrocchie diverse. Potrebbe essere proprio il desiderio di sfuggire da tali sgradevoli polemiche a indurre monsignor Porcu a ritirarsi, e a lasciare la Basilica a un successore. Sempre che nel frattempo non siano gli inquilini del Palazzo a cambiare.