La storia infinita della chiesa–cantiere che rifiuta l’etichetta di “incompiuta”

Un garage seminterrato messo a disposizione gratuitamente da un fedele. E' la sede provvisoria della chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista a Quartu. Il locale di via Olanda, nel quartiere di Pitz'e Serra, non può far fronte alle esigenze dei circa novemila parrocchiani. Il Parroco, don Gianfranco Falchi, per consentire al maggior numero dì fedeli di seguire la Messa domenicale deve letteralmente farsi in quattro per altrettante celebrazioni eucaristiche. A Natale, durante la Messa di mezzanotte, a dispetto delle temperature esterne decisamente rigide, porte e finestre devono restare spalancate perché all'interno manca l'ossigeno e sono frequenti malori e svenimenti.
Una sistemazione di fortuna, dunque, che nelle intenzioni iniziali, sarebbe dovuta durare non più di ventiquattro mesi (dal 1986 ai 1988) e che invece si protrae da ormai diciotto anni. "I lavori per la realizzazione della nuova chiesa in via Pitz'e Serra sarebbero dovuti terminare nel 2003 - commenta amaro don Gianfranco Falchi - il cantiere, invece, è fermo da oltre due anni!".

Nel 1991 c'è stata la posa della prima pietra. Da allora è iniziata un'interminabile trafila fatta di lungaggini burocratiche e di finanziamento sempre promessi che, però, non arrivano.

I promessi... fondi

Alla fine degli anni '80 il comune di Quartu bandì un concorso di idee per la realizzazione di un grande parco nei cuore del popoloso quartiere di Pitz'e Serra. All'interno dei "polmone verde" previsti un teatro, alcuni impianti sportivi e la grande chiesa con ampi spazi per le attività parrocchiali. Un progetto importante, che avrebbe riqualificato l'intero rione. A conti fatti, però, la spietata constatazione che non sarebbe stato possibile reperire i fondi necessari per un opera di tale entità.Lo studio progettuale fu allora drasticamente ridimensionato e si realizzò un piano finanziario che avrebbe permesso solo la costruzione della chiesa. L'impalcatura finanziaria dell'impresa prevedeva che la copertura finanziaria sarebbe stata, per il 75 per cento, a carico della Conferenza Episcopale Italiana: in tutto tre miliardi e duecento milioni di vecchie lire, da erogane in tre diverse tranche.
Per il restante 25 per cento avrebbero provveduto la Diocesi di Cagliari, la stessa parrocchia di San Giovanni Evangelista attraverso le offerte dei fedeli e 'Amministrazione comunale di Quartu con un impegno iniziale di un miliardo e trecento milioni delle vecchie lire.
Peccato che sino ad oggi it Comune quartese abbia erogato appena 150 milioni di lire, con la conseguenza di provocare, di fatto, il blocco del cantiere.Finora è stato realizzato solo U 30 per cento della struttura ed a questo punto neanche la GEI, che eroga in proporzione allo stato di avanzamento dei lavori, può erogare la terza tranche della somma stanziata.
Altri fondi sarebbero potuti provenire dal tributo a carico delle abitazioni di recente costruzione, previsto dalla Legge Buca tossi, e destinato per la realizzazione degli edifici religiosi nel nuovi quartieri.

L'unica parrocchia di Quartu a presentare domanda per ottenere 11 contributo è stata proprio quella di San Giovanni Evangelista. Gli altri parroci avevano addirittura espresso, in una lettera al sindaco, il loro benestare alla destinazione dei proventi della Bucalossi alla sola chiesa di Pìtz'e Serra ma anche in questo caso ci sono stati dei problemi.

"L'amministrazione comunale - aggiunge ancora don Gianfranco Falchi - non ha tenuto conto di tutto ciò ed ha ripartito tra le varie parrocchie, in parti pressoché identiche, i finanziamenti della Bucalossi. Una decisione inspìegabile che mi ha spinto a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale. Sono ancora in attesa della sentenza».
Non si trovano i soldi per andare avanti, insomma, e l'impresa edile che ha in appalto i lavori ora minaccia di chiedere la rescissione dal contratto per insolvenza dei committente ed un cospicuo risarcimento per gli ingenti danni di fermo cantiere.

Un’ opera colossale

Passando nella vìa Pitz'e Serra, comunque, si può già apprezzare la maestosità della nuova costruzione. La struttura a pianta quadrangolare, avrà un abside per ogni lato, cinque ingressi, colonne alte sedici metri, quattro cupole laterali alte venti metri, un cupolone centrale con travatura In legno del diametro di dodici metri ed un altezza complessiva di quarantadue metri.
Insomma, più che una chiesa parrocchiale, una vera e propria basilica. Una scelta progettuale che ha suscitato qualche perplessità anche tra gli abitanti di Pitz'e Serra. Era davvero indispensabile realizzare un edificio cosi imponente?
Per il direttore dei lavori, Flavio Torelli, la risposta non può che essere affermativa. "In questo quartiere ci sono palazzi molto alti, anche di sei sette piani. Una chiesa "normale" alta quindici-venti metri, sarebbe stata assolutamente fuori scala!».
Nella nuova struttura saranno ricavati ampi spazi per le attività parrocchiali e sedici aule per il catechismo. Sono solo tre quelle attualmente a disposizione delle oltre quaranta classi di bambini. Sono state ricavate, a pochi passi dai cantiere, in una vecchia casa abbandonata.
Riusciranno almeno loro a vedere finita la nuova chiesa?